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La Maschera del Bravo Ragazzo: Storia di un’Illusione Spezzata

Cinque anni fa, dopo varie disavventure, ho creduto di aver incontrato l’uomo perfetto.
Stabile, gentile, onesto, riservato quel tanto che bastava per renderlo affascinante, un mare di interessi comuni. Aveva come regola il non avere nessun tipo di rapporti, nemmeno superficiali, con le sue ex, diceva.
Un’unica eccezione: la ex prima di me, che lo aveva lasciato due volte (loro vengono da una piccola città di provincia del centro/sud, molto attaccata alla reputazione ed a cose simili…) convinta dal padre perché lui “non era alla sua altezza”. Con lei continuava a sentirsi e vedersi, complice una grave malattia che la aveva colpita per cui lui non se la sentiva di tagliarla del tutto.
Quando all’ennesima richiesta di lei (che sapeva che avevamo iniziato a convivere) io ho pacatamente obiettato (gli aveva chiesto una gita a due a Ninfa, vicino Roma…) che forse era un po’ troppo, mi aveva detto che aveva tagliato ogni rapporto.
Importante: nonostante lui lavorasse ed io all’epoca stessi ancora finendo un corso di formazione, pagavo tutto io. Affitto (la città dove vivevamo, la sua, non era la mia), bollette, cibo… tutto.
Tre anni fa mi capita la grande occasione di finire la mia formazione nella Capitale. Ne discuto con lui, perché questo avrebbe comportato lo spostarsi considerando anche un eventuale futuro. Lui sembrava aver accettato la cosa, anche perché a causa dell’esperienza precedente (abusante) sapeva che avevo perso tempo e prospettive. Le cose dopo il primo anno (io comunque continuavo a pagargli tutto, pur stando a Roma e continuo a tornare nella sua città ogni settimana) iniziano a scricchiolare: lui mi dice testualmente “mi devi dire se torni qui o no dopo il corso, perché devo sapere se chiamare o meno una colf”.
A novembre, ad un passo dalla conclusione del mio percorso (io nel frattempo avevo ripreso a lavorare e quindi andavo meno lì, e lui si rifiutava di venire a Roma) scompare improvvisamente. Smette di rispondere ai messaggi ed alle chiamate lasciandomi senza nemmeno una spiegazione. Gli insulti sono arrivati ma molto dopo.
Ho scoperto che la sua ex malata era malata ma non certo ex. Per tutta la durata del mio percorso romano si sono visti dentro la casa che pagavo io. Lo sapevano tutti, anche i miei “amici” che vivevano lì e non mi hanno mai detto nulla. Quando, via messaggio, gli ho scritto che avevo saputo tutto, mi ha imposto di sgombrare la casa (pagata da me) e mi ha fatto trovare le mie cose dentro ai sacchi neri dell’immondizia.
Ovviamente lui va a dire in giro che la colpa è mia che ho smesso di prendermi cura di lui.
E niente, ora siamo per avvocati per cercare di minimizzare i danni, anche se lui mi aveva chiesto di continuare a contribuire alle “spese di casa” tramite il suo avvocato.
Io ricomincio tutto daccapo con un bel disturbo da stress post traumatico, ma ricomincio a Roma.
Anche “i bravi ragazzi” riservano bellissime sorprese… un abbraccio!
(Anonimo please)