Costume, Technology

Danimarca: diritto sul proprio corpo come strumento contro i deepfake sessuali

La proposta di legge danese che riconosce copyright su volto, voce e corpo mira a proteggere soprattutto le donne vittime di deepfake sessuali.

La ‎Danimarca ha presentato una proposta di legge che potrebbe cambiare il modo in cui il nostro corpo, volto e voce vengono considerati nel mondo digitale. La norma mira a riconoscere un diritto simile al copyright sull’identità fisica — volto, corpo, voce — per contrastare l’uso non autorizzato in video o immagini generati da ‎Deep fake, soprattutto a danno delle donne. 

Il ministro della Cultura ‎Jakob Engel‑Schmidt ha dichiarato che “ognuno ha diritto al proprio corpo, alla propria voce, ai propri tratti del viso” in risposta alla diffusione della IA che consente manipolazioni allarmanti. 

La legge prevede che chiunque veda la propria immagine, voce o corpo usati senza consenso in un deepfake possa richiederne la rimozione dalle piattaforme e ottenere un risarcimento. Il progetto esclude espressamente satire e parodie. 

Questo rappresenta una svolta per la tutela delle relazioni, dell’intimità e del rispetto: se persino il corpo diventa licenziato all’algoritmo, allora tradimenti digitali, manipolazioni e ricatti visivi acquisiscono un nuovo livello di allarme.

La vera domanda è: anche in Italia ci arriveremo? Al momento, molte vittime appartengono al mondo femminile e l’assenza di tutela specifica permette che immagini o video deepfake circolino impuniti.

In una società dove la fiducia è spesso il primo tradito, questa legge danese invia un messaggio chiaro: non sei solo un file, sei un corpo. E quel corpo merita tutela.

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