Conosco un ragazzo a lavoro, usciamo, serate stupende. Dopo 2 mesi dice a me, al capo e ai colleghi della sua sede che deve partire per un progetto di lavoro in Vietnam. Parte e io sono contenta per lui, non gli sto addosso, capisco che è un viaggio lungo, il fuso orario è tanto. Insomma, aspetto che rientri. Lui inizia a mandarmi da là foto di cibo, mi fa elenchi di cosa mangia e mi dice spesso che è cena con i colleghi. Io, quando gli scrivo, gli dico cose più articolate e affettuose. Lui mai. Mi sembra strano. Ci troviamo a confrontarci e
così lui afferma che non siamo compatibili, dato che lui ama il cibo e io non apprezzo. Per questo, mi lascia a distanza. Specifico: pesavo 45 kg perché reduce da un incidente, non mangiavo. Arriva il mio compleanno e dal Vietnam mi fa arrivare dei fiori, io rimango interdetta. Lo ignoro, torna a lavoro e lo ignoro ancora. Ma lui è un manipolatore, io sono fragile, essendo stata vittima di un infortunio pesante, mi chiede di parlare, andiamo in spiaggia, tutto è come prima, a me ancora piace. Mi bacia. Dopo, mi confessa che in Vietnam per lavoro ha incontrato la sua ex. Incontrata là per caso, perché vietnamita. Essendo tale dinamica chiaramente impossibile, alla fine scopro che lui e lei stavano felicemente insieme, che non era un viaggio di lavoro ma un viaggio a due e che, mentre lui con me a dirmi queste cose, lei è rientrata con lui in Italia, a casa di lui chiaramente, addirittura rientrati per andare insieme al matrimonio del cugino. Scopro che era tornato in Italia molto prima di quanto dichiarato, che si fingeva con me ancora là, mandandomi ancora foto ogni tanto. Sconvolta, gli chiedo di più ma lui è violento. Inizia a dirmi che la traditrice sono io, che lui non si poteva fidare di me perché gli avevo confessato di aver avuto un amante in una relazione precedente, di molti anni prima. E inizia a girare tutto su questo: io sono una poco di buono e lui di me non può fidarsi. La parte triste di questa storia è io con questo uomo ho continuato a stare, vittima delle sue manipolazioni, e che mi ha completamente intrappolata. A chi non crede sia possibile, dico che ci si ritrova dentro a queste storie anche se si è persone molto intelligenti. Lui ha lasciato la tipa vietnamita e siamo andati a vivere insieme. Un anno di urla, manipolazioni, bicchieri rotti, muri spaccati, scenate di rabbia, controlli, silenzi punitivi, sue chat con il lucchetto, suoi continui flirt con altre di lavoro, partenze e ritorni senza nemmeno salutare e rientri con regalini di ogni tipo. Mi bloccava su whatsapp, social e telefono anche se eravamo nella stessa casa, credo mi spiasse con una telecamera che aveva nascosto in soggiorno. Mi accompagnava ovunque. Per telefonare a mia mamma uscivo in balcone, tanta era la paura che ascoltasse. Mi ha isolata, mi ha costretta a fare molte cose che non volevo fare. Il giorno in cui ci siamo lasciati ha cercato di ucc****e tutti e due guidando di notte contromano talmente veloce da bruciare i pneumatici. Non racconto dettagli perché non ho spazio. Aveva una lista sul telefono dei miei ex che aggiornava appena nominavo un uomo. Ho conosciuto la famiglia ed erano tutti così, tossici e manipolatori. Quando me ne sono andata via di casa, ha iniziato a tentare di riconquistarmi, tanto per dirne una ha iniziato a farmi bonifici da 1 o 5 centesimi scrivendomi nella causale “come stai”. Ancora oggi a distanza di un anno mi cerca, mi scrive. La mia rabbia si è trasformata in pena e spero si faccia curare. Racconto questo per aiutare chi si trova in situazioni simili: da dentro non ci si rende conto del rischio perché il fatto di venire isolate concorre a far funzionare la trappola. Un abbraccio a tutte!