Questa è un po’ lunga… La morale la dico in anticipo: se lo perdoni accadrà qualcosa che ti distruggerà.
Ci rincontriamo dopo 8 anni, perché io lo avevo cercato. Dopo una relazione violenta, mi ritorna in mente lui che era così dolce, accogliente e accudente.
Decidiamo per una relazione aperta, ci andava bene frequentare anche altre persone finché lui non si invaghisce di una ragazza della mia comitiva.
Gli dico che la cosa per me era diversa rispetto ad una ragazza che non avrei mai visto, e gli chiedo di aspettare la settimana successiva il tempo che potessi stabilizzarmi emotivamente e mentalmente su questa nuova frequentazione… Due giorni dopo tornando a casa li trovo a letto insieme.
Sarebbe dovuta finire qui.
Ma non avevo la forza o l’assertività che ho adesso, purtroppo dovevano esserci altre lezioni per guarire dal bisogno che avevo di lui.
Così dopo meno di una settimana, torno.
Usciamo, per festeggiare, e quando torna dalla sigaretta fumata fuori mi dice che ha chiacchierato con una turista e si sono scambiati il numero (ma quanto sono stata cretina??)
Al che mi trovo a dovergli spiegare “amore, ascolta il nostro rapporto è fortemente ferito, è come una persona in convalescenza, per favore… Per un po’ occupiamoci delle nostre ferite ed evitiamo per un mese o due di guardarci all’esterno”
Non passa questo mese che una delle ragazze con cui si era frequentato prima lo ricontatta dicendo che era in cinta di lui.
Non lo so… Così a caldo a me l’idea delle gravidanze, di mettere al mondo figli mi sembra sempre una cosa bella, quindi gli avevo detto che avrei fatto la zia simpatica e che lo avrei amato.
(Vi risparmio tutti i dettagli sui dubbi non solo sul fatto che fosse lui il padre, ma anche se fosse effettivamente incinta e tutto l’odio riversatomi da lei addosso che nemmeno Beautiful)
Comunque alla fine decidono di interrompere la gravidanza e recidono i rapporti.
Io, effettivamente gli dico: bhe dopo che ti sei fatto trovare a casa con un’altra e averne messo in cinta un’altra ancora, devi ammettere che sono una persona piuttosto paziente ( oggi so cosa era in realtà quella pazienza )
Per un po’ non ci sono altri drammi, ci sposiamo anche, seppure nel frattempo altre cose avevano iniziato a pesarmi… Io ero andata a vivere a casa sua, e stavo notando quanto fosse disordinato, quanti trilioni di cose del passato rimanessero rotte, o marcenti ad occupare ed incupire gli spazi.
E tendeva ad impegnare tutto il tempo libero ai videogiochi e fumare, anche fino a tarda notte, pure fino alla mattina qualche volta. Mi faceva arrabbiare, ne parlavamo, lui piangeva, non riusciva a risolversi… Ma io non sapevo ancora quanto grave e profondo fosse questo disagio, e a cosa avrebbe potuto portare…
Mi accorgevo, come poi mi disse la sua ex prima di me con cui avevano convissuto 7 anni, che erano rimasti amici e colleghi, e con la quale anche io avevo fatto amicizia, che lui era una persona che non riusciva a risollevarsi, che aveva queste dipendenze, e che vani erano stati i suoi tentativi, così come i miei, di stimolarlo a riprendersi in mano la sua vita.
Viveva di rancori, verso la madre, verso le cose che non avevano funzionato, eppure io mi sentivo felice, perché mi dava ciò di cui avevo bisogno: il surrogato di mia madre che mi ha dovuto lasciare quando ero piccola.
La frittata tossica era perfetta.
Poi c’è stato pure un incidente in cui ha distrutto completamente la macchina, lì ho avuto un barlume di lucidità in cui mi sono chiesta: “quanto ancora può sopportare il mio cuore? Cosa deve ancora succedere?”
Nel frattempo io non avevo più alcuna voglia di una relazione aperta, ed era pure diminuita la mia libido.
Ma non volevo costringerlo ai miei ritmi, così lui ha avuto qualche occasione di andare con altre in cui io puntualmente o piangevo o urlavo.
E non mi scomponevo tutte le volte che lo trovavo sui porno ( che oggi invece sono segni di allarme).
Poi, un bel giorno, glielo dico: “voglio che il nostro rapporto sia MonoAmoroso, penserò io a te”
Credo che siano trascorsi circa 2/3 mesi, e il periodo più brutto della mia vita ha avuto inizio…
Una mattina presto, la polizia viene a cercarlo a casa, per per perquisire e sequestrare apparecchi e materiale vario, mi sveglio di soprassalto con questi uomini che dicono: “non possiamo perderla di vista”
E lui che mi spiega che erano lì per un sospetto di un’ accusa che non si può nemmeno pronunciare in pubblico….
E così inizio il calvario in cui per una prima settimana c’era il rischio che finisse in galera minimo per i successivi 8 anni.
Non abbiamo mangiato in quei giorni, il fiato era sospeso.
Quello che ho vissuto…. È stato come morire annegata, e poi quando l’avvocato (una persona eccezionale) è riuscito a farlo rimanere a casa agli arresti domiciliari, mi sono sentita tratta in salvo.
Credevo di essere salva, potevamo rimanere insieme, lui sarebbe rimasto a casa con me, il mio marito(mamma).
Io avrei fatto tutto quello che occorreva tra spesa lavoro cani cose da pagare e lui avrebbe fatto tutto quello che occorreva ma dentro casa, visto che non poteva avere contatti con l’esterno ( telefono e altri mezzi comunque tutto sequestrato) . Poteva vedere solo me, in quanto già convivente, e il suo avvocato.
Perfetto… Basta che eravamo insieme….
Ma era solo la mia risposta di una felicità fittizia e immediata ad un dolore troppo incisivo che avrebbe voluto un sacco di tempo per essere elaborato.
Quindi alla fine il nostro rapporto si è sfaldato lentamente.
Prima ho capito che ero troppo dipendente da lui, poi ho compreso che se lui era rinchiuso in casa, io non ero prigioniera.
Ho ripreso ad uscire, frequentare persone senza di lui, ed era riiniziata ad emergere la me prima del nostro rapporto.
Indipendente, e intraprendente.
Ma poi Sempre tornavo….
Mi ero anche innamorata di un altro senza che avvenisse nulla di fisico, ma poi Sempre tornavo ..
C’era il senso di colpa perché lui non poteva uscire di casa, c’era il senso del dovere perché nessuno altro poteva aiutarlo, c’era anche, ancora, la dipendenza da lui o amore che dir si voglia, e comunque non lo avrei mai lasciato in un momento così difficile.
Ma poi, si fece strada dentro di me l’idea di andarmene, che poi divenne anche necessità.
Dopo ho anche iniziato a viaggiare, a frequentare pure altri uomini,
Però sempre tornavo…
Perché come era tutto terribile e difficile per lui, lo era anche per me.
Facevo i lavori psicologici con i terapeuti per imparare a mettere il mio bene davanti a tutto, ma quando ero in città tornavo da lui…
Poi sono finiti gli arresti domiciliari e lui mi diceva che stava cambiando(adesso faceva sport, meditazione, non fumava più, ascoltava i video dei guru su YouTube, danza, si sentiva con una ragazza, e così via), e voleva donare a me l’uomo nuovo che stava diventando.
Ma io non gli ho mai creduto fino in fondo.
E la verità è che pensavo questo: se davvero ti rendessi conto della gravità di quello che è successo, della gravità di quello che hai fatto, a me come a tutto il resto, faresti un percorso serio con persone specializzate, ed eviteresti di frequentare altre donne finché non risolvi i tuoi problemi così nocivi.
Invece quello che ha fatto… È stato rifidanzarsi, però non me lo aveva detto in modo esplicito, mi aveva detto che frequentava questa ragazza a distanza così poteva continuare a centrarsi su se stesso e che le aveva detto che io sarei rimasta una persona importante della sua vita, con cui voleva ogni tanto andare al cinema, vedere mostre, e cose così.
In uno dei tanti miei momenti (sbagliati) di ritorno, dopo non so quanti mesi, andiamo di nuovo a letto insieme, tre giorni tra coccole, cure reciproche, pure parlare di possibili futuri, etc. (Cretina totale io)
Al terzo giorno, mentre pensavo di andare a prendere alcune cose per poi tornare a dormire lì, con lui ( pensa quanto si può essere idiota… )
Percependo un po’ di dubbi sul fatto che restassi ancora, chiedendogli cosa ci fosse che non và mi risponde:
È che voglio preservare la purezza del mio rapporto con Laura.
Lì ho finalmente avuto l’intelligenza emotiva di andarmene. “Ma no, resta, parliamo, spieghiamoci, bla bla”.
Sono dovuta arrivare a questa umiliazione per finalmente andarmene definitivamente… Sentirmi l’amante del mio ex marito appena uscito dagli arresti domiciliari.
Ho provato tanta di quella rabbia, risentimento, vendetta, frustrazione, disgusto, sdegno…. Che dopo tutto quello che era successo con questa frase finale come fiocco perfetto, mi sono anche sentita autorizzata a buttargliela tutta addosso quella rabbia.
L’ho insultato in chat per giorni, probabilmente uno dei miei ennesimi errori, ma…. Mi ha decisamente fatto sentire meglio.
Basta pazienza, comprensione, educazione, gentilezza, è stato bello finalmente dirgli senza fronzoli quello che pensavo.
A volte, anche la persona più buona, porta con sé un potenziale distruttivo inimmaginabile.
E noi per un po’ di attenzioni, permettiamo le cose più aberranti.
Il mio sistema nervoso è stato completamente annientato, sono ipersensibile adesso, e non ho tolleranza verso niente e nessuno.
Così adesso, so subito qualificare la persona che ho davanti, è diventato impossibile mentirmi .
E soprattutto… Non ho più bisogno di un uomo