Uncategorized

Il fascino delle cose non dette

Premessa

Ci sono storie che non iniziano con una bugia detta male.
Anzi, spesso iniziano proprio con il contrario: con un uomo misurato, elegante, apparentemente serio. Uno che non invade, non forza, non alza mai troppo la voce. Uno che sembra quasi rassicurante proprio perché non assomiglia affatto a quelli da cui ti insegnano a stare in guardia.

E invece il problema, a volte, è proprio lì.
Nelle cose non dette.
Nei dettagli che non ti spieghi subito.
In quella sensazione strana che all’inizio metti da parte perché ti sembra di stare esagerando.

Questa è la storia di una ragazza giovane, leggera, piena di vita, che pensava di avere davanti un uomo diverso dal solito. Più maturo, più raffinato, più autentico. E in un certo senso lo era anche. Solo che la raffinatezza non impedisce il doppio gioco. A volte lo rende solo più discreto, più pulito in superficie, più difficile da vedere in tempo.

Non tutte le bugie arrivano con scenate, tradimenti scoperti di colpo o telefoni da controllare. Alcune si nascondono benissimo nei silenzi, nelle abitudini mai spiegate, nei fine settimana che non si possono condividere, nei contorni sfumati di una relazione che sembra vera ma non lo è fino in fondo.

E quando la verità arriva, non sempre arriva come una bomba.
A volte arriva con una frase detta quasi con naturalezza.
Ed è proprio quello che fa più male.

Dallanostraposta

È successo anche a me.
Ero molto giovane, lui era un consulente che veniva nella mia azienda da anni, da prima che ci lavorassi io, era composto e rispettoso, sempre sulle sue, ma vedevo che mi guardava di nascosto, non si è mai preso confidenze ma era evidente che io gli piacessi.
Era molto più grande di me, 17 anni di differenza, ed io ero allegra e spensierata, piuttosto superficiale, trascorrevo il mio tempo libero tra feste, discoteche, aperitivi e divertimento mentre lui parlava di mostre d’arte, matinée e presentazioni di libri.
Eppure non lo trovavo noioso, anzi, mi affascinava, così decisi di provocarlo e un venerdì mi portai in ufficio i vestiti per andare fuori a far serata direttamente dopo il lavoro.
Minigonna, tacchi alti, profumo, funziona sempre, quando mi ha vista ha reagito troppo velocemente, non è riuscito a nascondere il suo interesse, non subito. Era fatta.
Inizia così una storia, bellissima, stupenda che dura quasi un anno.
Io sempre scapestrata e festaiola, mi andava bene vederci quando era in città e poi passare il weekend con gli amici a ballare, fare i falò…
Finché un giorno non mi viene in mente di ricambiare tutte le sue attenzioni e i suoi regali con una proposta: perché non ti fermi da me nel fine settimana? Andiamo a vedere una mostra che apre domani.
La sua risposta la sapete già:
“tesoro, mi piacerebbe moltissimo ma io a Milano ho una famiglia, devo tornare da loro”
Con la massima nonchalance.
Io ci sono rimasta un po’ spiazzata, ero sì distratta ma non ero abituata al doppio gioco e alle bugie.
“ma non è una bugia, è che non ne abbiamo mai parlato apertamente ma mi pareva evidente”
Eh, a pensarci dopo sì, direi che si poteva anche intuire, io però mi sentivo a disagio e non mi andava più di continuare.
Ci siamo salutati civilmente, nessun dramma, solo un po’ di nostalgia e qualche caffè al lavoro, carico di dolcezza e di distanza, ma indietro non si tornava.
Poi ebbe un problema serio e non venne più, chiese di chiudere le consulenze fuori regione e mi portò a cena: mi dice “se fossimo rimasti assieme questo sarebbe un dramma, perché io avrei scelto di fare questo percorso con la mia famiglia, e avrei dovuto troncare di netto con te, all’improvviso”
Non ho potuto dirgli quanto mi dispiacesse, quanto fossi preoccupata per lui, quanto avrei voluto sapere come stava… ma non ne avevo il diritto.
Gli ho augurato ogni bene e me ne sono andata ingoiando il rospo.
Ero giovane, piena di corteggiatori e di possibilità, mi sarebbe passata, prima o poi.
Ma da quella volta sono stata ben attenta a studiare bene la gente, le cose non dette, i messaggi poco chiari, che comunque ripigliarsi non è una passeggiata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *