Premessa
Ci sono storie che non finiscono davvero. Si spezzano. E il rumore lo senti solo tu.
Perché quando passi anni a costruire qualcosa con una persona, quando quella persona entra nella tua famiglia, nei tuoi progetti, nelle tue giornate e perfino nella tua idea di futuro, non immagini che possa sparire così. Non immagini che il crollo arrivi durante una giornata di lavoro, con parole confuse, fredde, buttate lì come se otto anni insieme fossero una pratica da chiudere in fretta.
Questa è una di quelle storie che fanno male due volte. La prima quando vieni lasciata senza rispetto, senza uno sguardo, senza la dignità di un confronto vero. La seconda quando scopri che mentre tu cercavi di capire cosa stesse succedendo, lui aveva già spostato il cuore, il corpo e pure le didascalie altrove. E allora capisci che il problema non è solo la fine. È il modo in cui ti viene strappata di dosso, come se tutto quello che c’è stato potesse essere cancellato da un giorno all’altro.
Eppure, anche in mezzo a un dolore così vigliacco, c’è qualcosa che resiste. La parte di te che continua a respirare, che impara piano a stare in piedi, che si rimette insieme senza più inseguire risposte che non arriveranno. Perché a volte non si guarisce capendo tutto. A volte si guarisce accettando che chi sparisce in quel modo non meritava il posto che aveva nella tua vita.
#Dallanostraposta
Ciao, oggi a distanza di molti mesi dall’accaduto sento che sia arrivato il momento di raccontarvi la mia storia. I protagonisti siamo io e il mio ex, insieme da 8 anni, una storia vissuta quasi sempre a distanza per via dei diversi percorsi di studio prima, e lavorativi poi. Ma sempre uniti, sempre pronti a supportare l’altro, sempre insieme nelle difficoltà, sempre innamorati pazzi l’uno dell’altro. Lui fin da subito era diventato un membro della mia famiglia, io ottimo rapporto con i suoi genitori e con tutte le restanti persone della sua vita. Tutto perfetto, forse troppo. Finché arriva un bel giorno e lui mi chiama mentre ero a lavoro, per intendere il degrado di non potere attendere neanche che finissi di lavorare, dicendomi che non potevamo più stare assieme e che la nostra storia sarebbe finita lì, blaterando motivi confusi tipo la mia stabilizzazione con il contratto di lavoro in una città diversa dalla sua, fino a quel giorno era lui che veniva sempre a trovarmi perché avevo casa da sola ed era più comodo per vedersi ed era lui che mi aveva sempre spinta a fare il mio lavoro seppur lontano da lui, e la sensazione di sentirsi confuso circa i suoi sentimenti per me. Dopo appena qualche settimana scopro dai profili social delle mie amiche che aveva già una relazione parallela con un’altra donna, più grande di lui, e che mentre diceva a me che niente ci avrebbe separati, andava con quest’altra con tanto di didascalie “quando sei felice facci caso”. Mai più sentito telefonicamente, mai più rivisto, mai più avuto la possibilità di parlare dell’accaduto guardando negli occhi quello che per 8 anni era stato il mio uomo e con il quale si parlava di matrimonio e figli, mai più avuto sue notizie e mai più avuto la possibilità di chiedergli che cosa fosse successo al punto di lasciare una persona con queste modalità così disumane. Ad oggi ho imparato a gestire i momenti di forte ansia scaturiti da questa perdita improvvisa, perché una persona che sparisce così è come se fosse sparita da un giorno all’altro, ad accettare che nella vita bisogna lasciare andare chi vuole andare e che il sole splende ogni giorno anche se a noi ci sembra di vedere solo il buio. Faccio un sacco di attività, esco con le mie amiche, sono serena e guardo al futuro con gli occhi di chi, nonostante le lacrime gli abbiano segnato il viso, ha ancora la speranza di poter tornare ad amare.
One Reply to Otto anni buttati in una telefonata
Lo conosco su dating di facebook, michiede subito il numero di cel la dico che preferisco prima conoscerlo,si avvia una conversazione interessante,ci vediamo …appena mi vede mi riempie di complimenti dicendo che rispecchio la donna della sua vita e bla bla .io molto frenata gli ricordo che su dating cercavo soprattutto e solo una amicizia…ci vediamo spesso, ci sentiamo poi anche via cellulare, lui vorrebbe andare al dunque e iniziare una relazione dove volersi sentire peró la priorità (prima io poi i tuoi amici etc), ci baciamo e sembra tutto perfetto, una simbiosi speciale etc…poi …cala il sipario…se prima ero io a fermarlo dicendo di procedere con calma e conoscerci pian piano dato che non ero convinta di iniziare una storia, è lui che dice che si deve fermare…e sparisce .. ovviamente avrà altre storie in giro ma perchè riempirmi dal primo giorno di frasoni esagerate (“scegli tu la chiesa, quando vieni a vivere da me”?) . Ora non so se è il suo rifiuto a tenermi ancorata a lui perchè adesso che è sparito mi manca pure, sono pazza?