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Parigi, la città dell’amore e dell’FBI!

Ci sono storie che iniziano sempre allo stesso modo.

Un incontro casuale. Una persona che arriva nel momento sbagliato ma sembra quello giusto. Qualcuno che parla tanto, promette tutto, riempie i silenzi con parole enormi e giustificazioni ancora più grandi.

E poi ci siete voi.

Stanche. Fragili. In un periodo in cui anche una carezza detta bene sembra una cura.

Questa non è una storia d’amore.

È una storia di ruoli recitati male, di identità cambiate a seconda del giorno, di uomini che non sono quello che dicono di essere ma soprattutto non sono mai dove dicono di stare.

È la storia di un uomo che lavorava sempre, spariva spesso, aveva mille versioni di sé e nessuna davvero verificabile.

E di una donna che, piano piano, ha iniziato a mettere insieme i pezzi, anche quando faceva male farlo.

Non ci sono eroi.

Non c’è una vittoria immediata.

C’è solo il momento in cui smetti di credere alle parole e inizi a fidarti di quello che non torna.

Leggetela fino in fondo.

Perché il problema non è essere ingenue una volta.

Il problema è restare dove tutto puzza di bugia e continuare a chiamarla coincidenza.

#dallanostraposta:

Buongiorno signore e signori, mi scuso in anticipo per non avere più (purtroppo) gli screen con il VERO materiale succoso ma ho voluto eliminare tutto dopo la, PER FORTUNA, fine di questa “relazione”.
Ho un fratello che vive a Parigi e che gestisce il ristorante che abbiamo ereditato dal mio purtroppo defunto padre (questo dettaglio è importante perché era successo da poco ed io ero molto fragile, facile da raggirare e “bisognosa” di coccole), a marzo 2024 vado a trovarlo e vado a lavoricchiare lì un po’ per dargli una mano anche se per tempo limitato, è un posto piccolo ma accogliente che fa anche pizza; guardacaso in quel periodo il pizzaiolo che c’era prima era in malattia ed è qui che entra in scena lui, il magnifico pizzaiolo napoletano con cui scatta questa scintilla incredibile. Ci conosciamo lì al ristorante, tra un servizio e l’altro si chiacchiera, ci si conosce, i primi giorni in modo molto normale ed amichevole, sembrava non esserci alcuna malizia e poi mi scrive e cerca su fb, a me lui piaceva, aveva il fascino del napoletano (a pensarci ora mi viene da ridere forte), io ci casco con tutte le scarpe, iniziamo a uscire, a fare sesso (ma sempre e solo in degli hotel a ore, dove mi faceva fare ore di mezzi DA SOLA perché non poteva venirmi a prendere, mai eppure aveva il macchinone e diceva di guadagnare cifre astronomiche, il pizzaiolo era un hobby), ignoro completamente i primi “ops mi sono addormentato”, spesso nemmeno a lavoro veniva e quando lo faceva arrivava con 2 ore di ritardo, ogni volta. Non do peso alla cosa, non do peso al suo “sparire” sempre agli stessi orari, ai suoi “sono a calcio non posso mandare foto”. Mi racconta che lui è milionario, che investe in banca e che la notte è sempre online perché lavora per i servizi segreti, lui mi dice questo perché si fida però non può farmi vedere il distintivo, sarebbe troppo dice. Dice anche che a volte rischia la vita perché ha bloccato centinaia di terroristi e ladri, che in mezzo alle gambe ha prima due tagli fatti da una sventata rapina e poi un tatuaggio fatto con un amico per scommessa, mi dice che non possiamo farci vedere in giro insieme perché era un ricercato, l’unico che lo cercava forse era suo figlio, di cui aveva il nome tatuato sul collo, che però inizialmente era il nome del suo migliore amico morto, poi il nome del suo calciatore preferito. Aveva un bambino piccolo, fatto con una francese che “è pazza, non ci frequentiamo, io le passo solo i soldi lei vuole solo i miei soldi, lo lascio dalla nonna” (questo solo quando è stato messo alle strette eh), mi riempie di parole, di promesse, mi dice che mi ama che vuole stare con me, che ha bisogno di me e che non sapeva dove sbattersi la testa quando io sarei tornata in Italia così mi promette di darmi le sue chiavi  di una delle sue case in Corsica, dove avremmo vissuto insieme, cagnolino compreso, il bambino no, quello era affare della sua ex. Mi racconta che non ha mai tempo perché fa anche l’allenatore di calcio, non bastava il criptobro, l’agente FBI (mi aveva anche minacciata che se succedeva qualcosa era perché mi aveva detto questa cosa e che quindi era colpa mia se si era “scoperto”) il pizzaiolo, aveva anche quest’altra cosa 🤣 ciclicamente quando non c’era la scusa era uno di questi lavori, lavorava ovviamente quando io avevo il ciclo e non si poteva consumare, non sia mai. Io sarò stata anche una grandissima idiota per le prime volte, per il resto, subito dopo aver scoperto che aveva un figlio e sì, anche una compagna, ho fatto di tutto per farmi confessare le sue bugie, ho retto il suo gioco per amore di smascherarlo e di trovare la compagna o madre del bambino, perché questo testa di fungo non era altro che un bugiardo patologico, si inventava di tutto ed esagerava ogni dettaglio della sua NON vita, mi vergogno pure di essermi affezionata, mi ha “avuta” quando mi ha detto che anche suo padre era morto e che quindi mi capiva, mi abbracciava e consolava. Quando finisco di farmi prendere in giro lo minaccio di aver trovato la sua compagna, anche se purtroppo ad oggi non è così altrimenti le avrei detto tutto correndo, e lui lì si arrende e confessa che erano bugie ma non per la compagna bensì perché voleva mettermi alla prova perché aveva un enorme segreto, che ad oggi chissà. Io sparisco, lo blocco, gli dico che le mie parole d’amore avevano la stessa valenza delle sue scuse, gli dico che l’ho preso in giro. Lui implora, mi chiama, fa il geloso con la mia nuova (ed attuale VERA) relazione, mi minaccia che si fa trovare a casa mia in Sicilia, mi voleva, aveva sbagliato ma non c’era nulla che potesse tenere, soprattutto quando mi dice “è morto mio padre sono distrutto”, ma come?! Non era morto un anno prima che morisse il mio?! Io lì divento veramente cattiva, gli rispondo solo “adesso soffri in silenzio e lasciami in pace” per poi bloccare l’ennesimo account e numero suo. Ragazze vi prego, non fatevi  raggirare dal lovebombing, dalle promesse, dai complimenti, non ci credete a chi si “addormenta” casualmente, a chi ha una doppia vita e nemmeno riesce a gestirla. Fate attenzione a chi avete intorno, meglio un uomo che non vi fa mezzo complimento ma che è presente con se stesso e coi gesti, ad oggi sto bene e sono felice ma ricordo che, dopo essermi affezionata a ‘sto essere ci ero rimasta davvero male e la mia Parigi non è stata certo un sogno romantico. Vorrei rintracciare quella povera donna che sta o spero stava con lui e dirle tutto, ma forse chi c’è dentro non vuole uscirne, non lo so. In ogni caso auguro a tutte le lettrici di questa pagina da brividi (in vari sensi) di essere le prime responsabili della loro felicità, che nessuna relazione vale i nostri sorrisi.

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