Premessa
Non è una storia edificante.
Non è una storia di cui andare fieri.
È una storia fatta di scelte sbagliate, di parole dette a metà e di silenzi molto più rumorosi delle promesse.
È una di quelle storie che iniziano sempre allo stesso modo: una persona attenta, presente, capace di farti sentire vista. E, dettaglio non trascurabile, già sposata.
Lo sai che non dovresti. Te lo ripeti. Ti dici che resterai lucida. Poi, come spesso succede, la lucidità arriva sempre dopo.
Questa non è una storia di vittime perfette.
È una storia in cui alcune responsabilità vengono prese sul serio e altre convenientemente ignorate.
La raccontiamo perché certe domande, quando restano senza risposta, diventano un peso troppo grande da portare da sole.
È una storia di ruoli confusi, di attese, di rinvii continui, di “non ora”, “non posso”, “non è il momento”.
E questa è una di quelle domande
#dallanostraposta
Luglio 2023: conosco quest uomo meraviglioso, attento, presente e… sposato. So che non si fanno certe cose però, non me ne vogliate, ma come si dice “al cuore non si comanda”.
Iniziamo a frequentarci, facevamo di tutto insieme fino a quando io non inizio a pretendere di più. Queste mie pretese incrinano un po’ la nostra storia perché inizio a mal sopportare qualsiasi cosa riguardasse la famiglia. Tra alti e bassi andiamo avanti. Premetto che non mi sono mai fidata di lui al 100%.
Arriviamo ad ottobre 2025: mi lascia perché dice di non potermi dare ciò di cui ho bisogno, perché non riesce a vivere lontano da suo figlio. Benissimo… problema: scopro di essere in attesa!
Panico totale, lui mi volta le spalle completamente, se ne lava le mani… era un continuo “teniamolo/non teniamolo” alla fine cerco conforto nella mia famiglia la quale si rivela essere contraria alla gravidanza… pertanto abortisco. Questa cosa mi devasta completamente. Sia fisicamente che mentalmente. Inizio a disperarmi, non accetto quello che ho fatto. Lui torna. Cerca di starmi vicino. Dopo poco parte con la famiglia per una vacanza. Quando torna sembra deciso a lasciare tutto per vivere con me. Lo fa. Io incredula, lo accolgo in casa: tempo due giorni torna a casa sua dicendomi che non riesce a stare lontano dal figlio.
Io ora sono più distrutta di prima. Non mi perdono e non lo perdono per quello che abbiamo fatto al nostro bimbo e non gli perdono di avermi fatto male anche dopo.
Ora, per cortesia, non insultatemi… vorrei solo capire perché il suo bimbo è così importante per lui mentre del mio non è venuto a vedere neanche un’ecografia. Non mi do pace
4 Replies to Quando il figlio è sacro. E tutto il resto è sacrificabile.
Piuttosto mi chiedo perché non hai scelto tu cosa volessi fare del bambino. E non condannò l’aborto, ma quando scrivi della gravidanza, sembra che fosse una scelta che spettasse ad altri e non a te.
In cuor tuo conosci già la risposta.
Lascia andare quest’uomo e prova a conoscere meglio te stessa e ad amarti.
Si non ti confannoa perché abortire ti tenevi il bambino e lui lo mandavi a quel paese oppure dicevi tutto alla moglie
Capisco perfettamente come ti senti ed ho il cuore a pezzi per te.. per quel che può valere, ti stringo forte ♥️Mi dispiace.. per te, per il tuo bimbo mai nato..
Non si può condannare una donna che soffre così tanto. Non si può pronunciare il nome di un innocente sacrificato per amore/non amore. È già tutto straziante, quel senso di vuoto ci sarà sempre.
Spero tu possa ritornare ad essere forte e realmente amata, lontana da questi mezzi uomini. Auguri di cuore