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Testimonianza

Buongiorno, 

grazie a voi e alla pagina per il vostro lavoro, il supporto e le testimonianze preziose che divulgate e che fanno sentire meno sole. Vi invio un breve contributo, vorrei restare anonima. Grazie di cuore.

“Ho avuto una relazione di circa 10 mesi con un predatore sessuale, un narcisista perverso antisociale, un sepolcro imbiancato. 

Quando l’ho incontrato ero ancora molto ingenua, non immaginavo nemmeno potesse esistere un essere così malato, così perverso. 

Si è presentato come un uomo brillante, integerrimo, equilibrato e molto sicuro di sè. 

Un uomo libero ed emancipato con tre figlie e un matrimonio alle spalle con una ex moglie, a sua detta, asfissiante ed aggressiva. 

Dopo un breve periodo di corteggiamento plateale ma, col senno di poi, anche piuttosto stitico, ha iniziato la sua opera di demolizione silente ma continua, una triangolazione quotidiana con ogni donna che incontrava. 

Ha iniziato a mandarmi foto di donne bellissime ogni giorno, commentandole come se fosse al bar con gli amici.

Svolgeva un lavoro importante, di servizio pubblico, per il quale era fondamentale mantenere una facciata impeccabile. 

Faceva weekend “fuori porta” con un gruppo di amici tutti sposati, e le mete erano centri benessere, spiagge per nudisti e locali per scambisti. Tutto questo raccontato come se fosse la cosa più normale al mondo, senza alcuna malizia da parte sua. Così diceva. 

Collezionava ossessivamente foto di donne, ogni luogo dove andava (un corso di aggiornamento, una riunione, un sopralluogo) diceva: “speriamo che almeno ci sia una donna da guardare”.

Andava dall’estetista e le diceva di mettersi in un certo modo così poteva guardarla meglio. Sceglieva di andare alle feste di compleanno delle compagne delle figlie in base al livello di bellezza esteriore delle mamme delle stesse. Se erano donne molto belle, andava lui, altrimenti mandava la ex moglie.

Era talmente vuoto ed insicuro al suo interno, che pensava di acquisire “prestigio” accostandosi solo a persone esteticamente bellissime e realizzate.

Mi domandava insistentemente cosa pensassi degli omosessuali.

Mi puniva pesantemente con assenze e silenzi se io osavo uscire a mangiare una pizza, se parlavo con gli amici di sesso maschile o se mettevo i pantaloncini corti. Mi raccontava che avrebbe voluto continuare a fare il bagno con le sue figlie come era solito fare quando erano piccoline, ma erano cresciute e loro non ne volevano sapere. 

Mi diceva che le toccava sempre e che cucinava nudo in loro presenza. 

So che raccontata così può sembrare allucinante. 

Ma io ero a tutti gli effetti preda di un’allucinazione, sottoposta ad una feroce manipolazione, a continue svalutazioni e a ritorni intermittenti. 

Ero magrissima, in stato confusionale e irriconoscibile. 

Avevo speso ogni centesimo per stargli vicino, lontana dalla mia famiglia e dai miei amici. 

Una mattina, al risveglio, qualcosa di molto più antico e saggio della mie ferite e della mia dipendenza mi ha detto : “o ti allontani o muori”. 

Sono tornata nella mia città, ho cambiato numero, mi sono resa completamente irraggiungibile. Sono sprofondata in una depressione nera, ho pensato al suicidio, ho perso il lavoro e mi sono ammalata fisicamente. 

Sono entrata in terapia d’urgenza e ho iniziato un lavoro di cura e scoperta di me stessa che dura ancora oggi. 

Ho attraversato l’inferno, ho perso quasi tutto, ma ho acquisito una consapevolezza e un rispetto di me stessa difficile anche solo da immaginare prima di incontrare questo mostro. 

Non avevo capito quante ferite mi stavo trasportando dietro. 

Non avevo capito che l’inconsapevolezza può aprire le porte a gente che non esiste, (se non inizialmente nella nostra mente) e che ha bisogno di succhiare luce, energia ed attenzioni da chi ne ha in abbondanza, per sopravvivere al proprio vuoto interiore.

Lentamente sto riprendendo in mano la mia vita, con l’aiuto della mia famiglia che ha passato a sua volta l’inferno, perchè ha dovuto vivere il dramma di vedere una figlia che è sempre stata piena di gioia, di luce,di sorrisi e di passioni, ridursi ad un fantasma grigio ripiegato su sè stesso. 

Nonostante gli anni di terapia, fatico a perdonarmi, fatico a credere di essere stata così ingenua ed aver permesso ad un essere così vuoto e miserabile di farmi tanto male. 

Mi auguro di recuperare presto la mia autostima, ma ora so che al mondo esistono anche loro, quelli che la dottoressa Cinzia Mammoliti chiama ” i serial killer dell’anima”. 

Perdonate lo sfogo prolisso. 

Grazie a tutte e a tutti voi per esserci.


Immagine creata con intelligenza artificiale a scopo puramente illustrativo. Non rappresenta in alcun modo i reali protagonisti della storia raccontata.

One Reply to Testimonianza

  1. Un racconto che mi ha lasciata senza fiato. Queste relazioni non vengono mai per caso.
    Ti auguro di riprenderti del tutto presto.

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