Premessa
Ci sono relazioni che non nascono davvero storte. All’inizio sembrano solo complicate. Un po’ sospese, un po’ fragili, un po’ da capire. Ti racconti che serve tempo, che certe persone arrivano da storie confuse, che non tutti hanno il coraggio immediato di chiudere una porta prima di aprirne un’altra. E intanto, senza quasi accorgertene, inizi a vivere in una terra di mezzo dove niente è chiaro ma tutto ti sembra comunque importante.
Il problema è che a forza di aspettare la decisione di qualcun altro, smetti di prendere decisioni per te. Ti abitui alle briciole, chiami amore la disponibilità a intermittenza, scambi per profondità quello che spesso è solo egoismo ben organizzato. E quando sei dentro fino al collo, la realtà si deforma. Ti sembra normale soffrire, trattenerti, giustificare, pazientare, perfino annullarti. Ti sembra quasi di dover meritare una scelta che non arriva mai.
Questa è la storia di una donna che ha permesso l’impermettibile in nome di un sentimento che le veniva fatto pesare come prova d’amore. Ma è anche la storia di una risalita. Faticosa, dolorosa, piena di vergogna e di domande. Perché uscire da certe dinamiche non significa solo lasciare una persona. Significa ricominciare a riconoscere se stesse. E ricordarsi che non si nasce per essere l’attesa, il piano B, la pazienza infinita di qualcuno che vuole tutto senza rinunciare a niente.
Qui non c’è un lieto fine da favola. C’è qualcosa di meglio. C’è una donna che, dopo essersi persa, ha ricominciato a scegliersi.
#Dallanostraposta
Quasi tre anni.
Io che uscivo da una storia decennale.
Lui che si dichiara simil-impegnato con una persona con la quale ha una relazione a distanza.
Inizia in maniera leggera e senza troppe pretese. Ci si vede circa ogni 15 giorni, ci sono anche chiacchiere e tempo di qualità insieme.
Poi la cosa è cresciuta, aiuti reali, parole importanti, vicinanza al limite di una pseudo convivenza con tanto di chiavi di casa l’uno dell’altro a disposizione, presentazioni a familiari.
Ma lui da quella relazione nella quale a detta sua ci stava per abitudine non ne è mai uscito.
Mi sono sentita dire di portare pazienza, che se avessi amato veramente avrei sopportato fino a quando lui si sarebbe sentito pronto a prendere una decisione. E lo so che sembra assurdo perchè adesso che guardo da fuori con distacco mi sento la più ingenua delle ingenue ma quando ci sei dentro, davvero la percezione della realtà diventa talmente distorta che inizi a credere anche all’assurdo.
Ho trascurato amicizie, familiari, lavoro ma soprattutto me stessa per lui. C’era lui e poi (forse) tutto il resto. Non dormivo nemmeno più la notte perchè dovevo essere sempre disponibile se lui scriveva o chiamava. E non ultimo, ero diventata sesso-dipendente perchè sembrava l’unico momento in cui c’era della sincerità tra noi (sciocca cinque volte io!)
Poi le cose hanno iniziato a scricchiolare semplicemente perchè io ho iniziato ad alzare la testa (ammetto anche con modi sbagliati e per i quali provo vergogna) e d’un tratto sono diventata quella sbagliata, quella che ha rovinato tutto.
Perchè lui poteva stare nella sua relazione ufficiale, lui poteva stare nella relazione ufficiosa con me, lui poteva stare con chiunque cedesse alle sue avances (perchè a quelli come lui non basta mai); ma quando io ho iniziato a vedere un’altra persona, gli ho fatto il peggior torto della vita.
E’ sparito, tenendosi stretta quella con cui sta per abitudine e alla quale a quanto pare va bene così perchè sa benissimo che esisto (le visualizzazioni sulle mie storie di facebook parlano chiaro!) ma evidentemente è meglio credere alla versione non-sense data da lui che fare domande per sapere la verità (ecco perchè tante volte non vale la pena avvisare la “poverina” di turno, perchè negare la realtà anche difronte all’evidenza è più semplice!)
Io da questa storia ne sono uscita letteralmente a pezzi psicologicamente e anche fisicamente.
Ma… ma quella persona che ho iniziato a frequentare e per la quale mi sono presa della poco di buono con tanta pazienza e bene, ha raccolto i cocci e mi ha aiutato a rimontarmi. Lui, insieme ad un percorso psicologico mirato sono stati la mia salvezza e vorrei tornare al giorno di ormai più di tre anni fa in cui ho conosciuto quell’altro solo per andarmene (se solo potessi!)
E’ difficile ogni giorno ancora, perchè alcuni pensieri tornano spesso, ma mi basta pensare a che vita mi avrebbe attesa se fossi diventata la “prescelta” e torno subito in me.
Con la mia storia voglio solo dire che si può uscirne. Io lo so che sono stata fortunata a trovare lungo la mia strada una persona SANA e meravigliosa che ha cambiato ogni frequenza del mio sentire, ma anche da soli (con il giusto supporto) ce la si può fare.
E so anche che non tutti gli uomini sono come quelli che vengono descritti in questa pagina: io ho avuto la fortuna di trovarne uno ed è la stessa fortuna che auguro a tutte le donne che come me hanno permesso l’impermettibile in nome di un sentimento ed una speranza che non sono mai esistite