Premessa
Ci sono uomini che non vogliono perdere niente. Non vogliono perdere la moglie, non vogliono perdere l’amante, non vogliono perdere l’attenzione, non vogliono perdere il privilegio di sentirsi desiderati da due parti diverse della stessa vita. E allora fanno quello che sanno fare meglio: non decidono. Restano sospesi, ma sospesa ci lasci tu. Ti tengono dentro un limbo ben arredato di sensi di colpa, confessioni a metà, ritorni improvvisi, frasi drammatiche e promesse condizionate. Un purgatorio sentimentale dove loro soffrono tantissimo, raccontano ancora di più e intanto non mollano niente di ciò che gli fa comodo.
Il punto scomodo è questo: quando un uomo ti dice apertamente che non lascerà mai sua moglie, di solito la parte più vera è proprio quella. Tutto il resto serve a tenerti legata senza assumersi il costo di una scelta. Ti dà abbastanza per non farti andare via e ti toglie abbastanza per impedirti di stare bene. E la proposta finale è sempre la più offensiva travestita da maturità: “restiamo amici”, così lui prova a recuperare il matrimonio e intanto si lascia la porta socchiusa, nel caso dovesse servirgli di nuovo un rifugio emotivo. Più che un amore, un piano B con ottima disponibilità. Una formula che fa miracoli soprattutto su chi spera ancora che, sotto tutta quella confusione, ci sia un sentimento. Di solito c’è solo convenienza.
Pensiero secco
Non sei dentro una storia d’amore complicata. Sei dentro una gestione comoda del suo ego. Se ne esce tagliando il cordone, non aspettando il prossimo bollettino ufficiale sul matrimonio altrui. Perché la frase “se va male ti avviso” non è romanticismo tragico. È arroganza amministrativa
#Dallanostraposta
Per mesi ho frequentato un uomo sposato.
Fin dall’inizio le sue parole sono state chiare: “Amo mia moglie e non la lascerò mai”. I fatti però hanno sempre raccontato una storia diversa. Mi cercava continuamente, voleva sapere dove fossi, con chi fossi, e organizzava incontri di continuo.
Per mesi abbiamo vissuto un estenuante tira e molla. Dopo ogni momento di vicinanza, diceva di sentirsi in colpa, proponeva di restare solo amici, salvo poi cambiare idea il giorno seguente e ricominciare a cercarmi.
Nel tempo ha usato ogni tipo di racconto e giustificazione per tenermi legata a sé. Passava da drammi familiari raccontati come enormi, a versioni sempre diverse della sua situazione, fino a continue contraddizioni sul suo rapporto con la moglie. È passato dal dirmi che non l’avrebbe mai lasciata al dichiararmi il suo amore, dicendo che si sarebbe separato solo a determinate condizioni.
Da due mesi ha interrotto il rapporto, sostenendo che “non è giusto”, pur continuando a mantenere un legame ambiguo in chat. Nel frattempo si sono aggiunti racconti sempre più assurdi e poco credibili, episodi confusi, versioni che cambiavano di continuo e dettagli che si smentivano da soli.
Ora sostiene di essere in una fase complicata, ma intanto la moglie è ancora presente nella sua vita molto più di quanto lui ammetta. Ogni volta che provo a prendere aria o a fare semplicemente la mia vita, pubblica frecciatine sui social come se fossi io a tradirlo. Dice di non fidarsi di me e si è convinto che io abbia frequentato altre persone, quando in realtà per me è esistito solo lui per tutto questo tempo, anche se non avrei dovuto rendergli conto di nulla.
Da qualche giorno ha dichiarato di voler stare da solo per provare a sistemare il rapporto con la moglie. La proposta che mi ha fatto è di restare amici nel frattempo, con la promessa che, se le cose dovessero andare male, verrei informata.
Cosa ne pensate di questa situazione? Come se ne esce?